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Posted in Numero 26 - Giugno 2011, Numero 26 - Rubriche, Numero 26 - Scaffale, Scaffale

Giovanni Lasi e Giorgio Sangiorgi (cur.) Il risorgimento nel cinema italiano Filmografia a soggetto risorgimentale (1905 – 1910) Edit Faenza, Faenza 2011

Giovanni Lasi e Giorgio Sangiorgi (cur.) Il risorgimento nel cinema italiano Filmografia a soggetto risorgimentale (1905 – 1910) Edit Faenza, Faenza 2011

Enrico Gaudenzi

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“Un professionista si vede dai propri strumenti”. Questa sentenza lapidaria, pronunciata anni fa da un idraulico mi colpì molto. L’affermazione è funzionale anche invertendo i fattori che la compongono: “Se non hai gli strumenti adatti non puoi dirti un professionista”. In questi ultimi mesi quegli storici che utilizzano il cinema come fonte hanno trovato, nelle loro fidate biblioteche e librerie, alcuni preziosi testi appena editi. Tra questi, particolarmente atteso era il volume che andiamo a recensire. Uscito in tempo per le celebrazioni del 150° dell’Unità, è la prima filmografia tematica che punta ad essere completa, cioè che tenta di raccogliere tutti i film prodotti in Italia dalla nascita delle attività cinematografiche industriali con il risorgimentale La presa di Roma di Filoteo Albertini (1905) fino a Noi credevamo di Mario Martone (2010).

Il volume raccoglie e classifica i film a soggetto (cioè i film di fiction), esclusi gli sceneggiati televisivi, in cui siano presenti scene legate ad azioni del periodo risorgimentale (qui inteso in un’accezione tradizionale, dal 1820/1 al 1870 cioè dai moti, di Cadice prima e siciliani poi, alla presa di Roma) di origine italiana. Il testo è diviso in due parti: la prima concernente gli anni tra il 1905 e il 1927, la seconda quelli tra il 1934 e il 2010. Scegliendo di utilizzare come unico spartiacque il sonoro gli autori connotano il loro lavoro sotto il segno dell’analisi compilativa e descrittiva. In questo modo l’opera mira ad essere, più che un testo interpretativo, una raccolta o, per citare le parole di uno degli autori, “l’equivalente di una Garzantina” da tenere sempre a portata di mano.

I due autori si sono occupati ognuno di un’epoca: Lasi (autore di importanti ricerche sul cinema muto a tema risorgimentale tra cui il fondamentale saggio La ripresa di Roma, in Canosa 1905. La presa di Roma. Alle origini del cinema italiano, Recco, Genova 2006) del cinema italiano tra il 1905 e il 1927. Sangiorgi invece ha lavorato sul cinema sonoro.

Uno dei pregi metodologici del testo è la citazione, da parte dei due autori, delle fonti a cui hanno attinto, quasi un unicum in questo tipo di lavori: alla base del lavoro vi sono i volumi di Bernardini e Martinelli sulla produzione italiana per il muto e i dizionari Farinotti e Morandini (invece che il più adatto Chiti-Lancia) per il sonoro. Al lavoro su fonti indirette Lasi ha aggiunto una parte di ricerca originale su “riviste specializzate, opuscoli pubblicitari, manifesti, locandine, visti di censura ecc.” (p. 13). Il risultato è notevole.

La prima parte censisce 61 titoli. Risultato particolarmente importante considerando che per il cinema muto non vi erano importanti testi di raffronto (se si esclude il volume di Gori sul cinema fascista nel quale sono citati 10 titoli del cinema muto a tema risorgimentale, quasi tutti qui ripresi) ed è introdotta da un breve ma denso saggio introduttivo in cui vengono analizzati i “sottogeneri” del cinema risorgimentale negli anni del muto: le ricostruzioni storiche, i film biografici, i film pedagogici edificanti e i drammi storici. Un paragrafo conclusivo infine indaga il valore e il motivo per cui, in determinati periodi, quali la prima guerra mondiale e i primi anni del regime fascista, si ritorni a mostrare il Risorgimento al cinema e quale uso pubblico di quella Storia fu fatto. Dei singoli titoli vengono riportati l’anno di produzione, la produzione, la regia, la lunghezza originale ed il sunto molto ridotto della trama.

La qualità della ricerca di Sangiorgi si può misurare confrontandola coi risultati esposti in altri importanti testi di riferimento ( il già citato studio di Gori e i volumi di Casadio sul cinema fascista e bellico-repubblicano). Gori cita 11 film sonori d’epoca fascista (tutti qui ripresi tranne uno). Casadio (1989) ha costruito il suo lavoro partendo dai risultati di Savio in Ma l’amore no, ha individuato 10 film sonori con elementi di propaganda fascista in ambito risorgimentale (tutti segnalati anche da Sangiorgi). In Casadio (1997) l’utilizzo come fonte dei documenti del Centro Cattolico Cinematografico permette di recensire 28 film bellici ambientati in epoca Risorgimentale. Il suo risultato, 38 titoli complessivi sul cinema del Risorgimento, è lontano dai 75 proposti da Sangiorgi per il cinema sonoro.

Il vero limite della seconda parte è la mancanza di un saggio introduttivo sulla parte esaminata, come invece proposto da Lasi per la prima. Limite parzialmente compensato dalla maggior quantità di dati reperita per ogni titolo: gli autori del soggetto, eventuale opera da cui deriva l’elaborato, gli sceneggiatori, gli addetti alla fotografia, alla scenografia, al montaggio, alle musiche e ai costumi, gli attori, il sunto della trama e i titoli delle versioni per l’estero. Infine vengono riportate una o più recensioni d’epoca sul film.

Per rendere più leggibile l’opera sono state inseriti alcuni indici tra cui ci sembra opportuno segnalare quello, utilissimo, tematico in cui i film vengono divisi per le questioni storiche con le quali si intersecano (Moti carbonari, questione sociale a Torino, le cinque giornate di Milano, la prima guerra d’indipendenza, Anita Garibaldi, Giuseppe Garibaldi, la repubblica romana, il periodo cavouriano, l’impresa di Carlo Pisacane, la seconda guerra d’indipendenza, l’impresa dei mille, i problemi dell’unificazione, terza guerra d’indipendenza, la presa di Roma, il movimento anarchico, garibaldini in Francia, garibaldini e prima guerra mondiale, garibaldini e la marcia su Roma e le storie su tutto il Risorgimento) creando così un’analisi sul lungo periodo che riunisca la produzione muta con quella sonora.

Un testo, in definitiva, utile sia per capire l’evoluzione dell’idea di Risorgimento che il cinema italiano ha veicolato dai primi anni della sua esistenza ad oggi, che per un confronto metodologico per la compilazione di una filmografia tematica.

Bibliografia

Casadio G.

1989                Il grigio e il nero. Spettacolo e propaganda nel cinema italiano degli anni Trenta 1931-1943, Ravenna, Longo.

1997                La guerra al cinema. I film di guerra del cinema italiano dal 1944 al 1996, Vol. I, Dal Risorgimento alla seconda guerra mondiale, Ravenna, Longo.

Gori G.M.

1988                Patria diva. La storia d’Italia nei film del Ventennio, Firenze, La Casa Usher.

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