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Posted in Articoli, Numero 28 - Articoli, Numero 28 - Febbraio 2012

Dal territorio alla Rete:  la rapida crescita dell’informazione locale online

Dal territorio alla Rete: la rapida crescita dell’informazione locale online

di Andrea Bettini

Abstract

Negli ultimi anni il giornalismo che si occupa di cronaca locale ha sperimentato una considerevole crescita su Internet. L’Italia è uno dei Paesi al mondo in cui i siti locali hanno maggior successo. I lettori italiani vengono informati da giornalisti online che lavorano per grandi editori ma anche da altri che curano piccole pubblicazioni nate sul web e molto legate alla comunità di appartenenza. In diverse città italiane l’ecosistema delle news sta cambiando e la competizione si fa più forte. Per i cittadini questo significa più informazione, più opportunità e, naturalmente, più democrazia.

Abstract english

In recent years local news journalism has had a considerable growth on the Internet. Italy is one of the countries where local websites are the most successful. Italian readers are getting informed by online journalists working for big media companies but also by others, who work for small community websites born for the web. In many Italian cities, the news ecosystem is changing and the competition is stronger. For citizens, it means more news, more opportunities and, of course, more democracy.

Introduzione

Nelle piccole comunità un po’ isolate e quasi completamente ignorate dai grandi media, il giornale locale è da sempre un punto di riferimento. Per lungo tempo questa pubblicazione cartacea è stata l’unica preziosa fonte di notizie sulla zona. Il passaggio in edicola di buon mattino era il solo modo per conoscere avvenimenti che in assoluto si potevano considerare di piccolo rilievo, ma che erano centrali per la vita delle persone del posto, dall’ultima decisione dell’amministrazione comunale sul rifacimento di una strada alle iniziative di un’associazione di volontariato.

Progressivamente intaccata dalla nascita delle radio locali e in qualche caso anche di piccole emittenti televisive, l’egemonia delle gazzette è ormai definitivamente tramontata in molte zone del Paese. Negli ultimi anni internet ha favorito la nascita di decine e decine di testate che si occupano di cronaca locale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Si tratta di imprese giornalistiche vere e proprie, con un direttore responsabile e piccole redazioni, che stanno fiorendo un po’ ovunque grazie ai bassi costi necessari per avviare un progetto editoriale sul web.

Nella provincia italiana la concorrenza interna al mondo dei media sta aumentando. Per i rappresentanti di quelli tradizionali la Rete è sicuramente una sfida, ma può offrire anche delle opportunità. Testate in difficoltà per gli effetti della crisi economica e giornali da troppo tempo fermi su modelli ormai datati possono ritrovare vitalità investendo sul futuro. Molti lo hanno capito e hanno avviato progetti decisamente interessanti.

Se gli esperimenti più innovativi arrivano come sempre dagli Stati Uniti, a livello europeo il panorama italiano è tra i più vivaci. La cronaca locale, del resto, in Italia ha una lunga tradizione e l’attenzione per questo settore del giornalismo non viene meno anche su internet. È una buona notizia per i giornalisti e soprattutto per i cittadini, perché più voci che raccontano il territorio significano anche più democrazia.

La primavera dei piccoli siti

Pubblicare un quotidiano cartaceo, per quanto piccolo e con poche pretese, comporta investimenti consistenti. Si possono tagliare le spese in tanti i modi, ma alcuni costi vanno affrontati, a partire da quelli di stampa e di distribuzione. Aprire un nuovo giornale, in una fase di difficoltà dell’editoria come quella attuale, non è affatto semplice.

Su internet invece gli ostacoli per chi vuole avviare un nuovo progetto giornalistico sono decisamente minori. Anche un ristretto nucleo di persone può dar vita a una pubblicazione di buon livello e potenzialmente, comunicando attraverso strumenti come Skype o Windows Live Messenger, è persino possibile rinunciare alla redazione intesa come luogo fisico, con tutte le spese che comporta.

In zone dove fino a qualche anno fa creare una nuova testata non era economicamente sostenibile, la Rete ha portato una piccola rivoluzione. Oggi in molte cittadine con popolazione di poche decine di migliaia di persone ci sono siti internet che si occupano di cronaca locale. Accade ad esempio a Sassuolo (41.000 abitanti in provincia di Modena) con Sassuolo2000.it, a Termoli (32.000 abitanti in provincia di Campobasso) con TermoliOnline.it, ad Orvieto (21.000 abitanti in provincia di Terni) con OrvietoNews.it (Bettini 2011).

Storie simili fioriscono in tutto il Paese, da nord a sud, senza distinzioni. Stabilire con precisione quante siano le testate locali sul web è praticamente impossibile: ogni mese nascono nuove pubblicazioni, mentre altre meno fortunate chiudono i battenti. Quelle più strutturate, che ormai hanno raggiunto una certa stabilità, sono sicuramente più di un centinaio e questo stimando ampiamente per difetto.

In genere questi progetti editoriali hanno alla base molta intraprendenza, un’idea azzeccata e un pizzico di coraggio. Spesso a fondare il sito è una sola persona, che poi all’arrivo dei primi risultati positivi, sfoderando abilità giornalistica e capacità imprenditoriale, riesce gradualmente ad allargare il numero dei collaboratori e a costituire una piccola redazione.

Nel mondo dell’informazione locale online italiana il caso più citato è probabilmente quello di VareseNews.it, testata che nel marzo 2007 riuscì addirittura ad entrare nella classifica dei dieci siti di informazione italiani con più lettori, accanto a colossi come Repubblica.it e Corriere.it. Allora il sito varesino poteva contare su 192.000 visitatori unici al mese. Oggi impiega dieci giornalisti regolarmente assunti e altrettanti collaboratori e dichiara di poter contare su circa 65.000 visitatori unici al giorno dal lunedì al venerdì e su un fatturato di quasi un milione di euro l’anno.

Per dimensioni raggiunte a livello editoriale e per risultati in termini di visitatori, VareseNews.it è un caso praticamente unico nel nostro Paese. Le vicende di successo però non mancano e qualcuno sta anche riuscendo a trovare finanziamenti importanti: è il caso del network Citynews, che ha siti di cronaca locale in più di venti città italiane e che nell’aprile 2011 ha annunciato di essere stato destinatario di un investimento di oltre 3,3 milioni di euro.

Nel suo complesso il movimento dell’informazione locale online italiano può mettere sul piatto della bilancia numeri decisamente interessanti. Molte di queste testate si sono riunite nell’Associazione nazionale stampa online. Nata nel 2003, l’Anso oggi rappresenta una sessantina di pubblicazioni locali online di tutte le regioni italiane, che complessivamente pubblicano oltre 1.500 notizie al giorno e raggiungono oltre tre milioni di visitatori unici e circa 28 milioni di pagine viste ogni mese.

La presenza di un’associazione non è un caso. Restare a galla nello sconfinato mare di internet, solcato da corazzate con alle spalle grandi gruppi editoriali, non è semplice. I siti locali hanno molte esigenze in comune e spesso devono affrontare gli stessi problemi, ma individualmente faticano a far sentire la propria voce. Tra gli obiettivi dell’Anso ci sono quindi anche la rappresentanza degli associati presso autorità, enti e istituzioni, la promozione di nuove opportunità di business per le testate coinvolte, l’organizzazione di convegni e dibattiti su tematiche di interesse condiviso.

La tendenza ad unire le forze si manifesta anche a livello imprenditoriale, in almeno due modi. Innanzitutto, sul territorio italiano si vanno diffondendo dei network di siti di proprietà di un unico editore. Gestire più pubblicazioni consente infatti di beneficiare di alcune economie di scala e di rivolgersi ad inserzionisti più importanti facendo leva su un pubblico di riferimento più grande e quindi di maggiore appeal. In secondo luogo, testate che operano in zone diverse in alcuni casi si uniscono per sviluppare iniziative comuni. In Lombardia, ad esempio, è stato lanciato LombardiaNews.it, un sito che aggrega i contenuti di una quindicina di testate di varie province, li presenta nella propria homepage e reindirizza i visitatori sulle pagine web di chi li ha realizzati, generando traffico per tutti gli aderenti.

La comparsa di una pubblicazione locale online può mettere a disposizione dei cittadini degli strumenti estremamente importanti. In genere questi siti sono molto aperti nei confronti dei propri lettori e, valorizzando le opportunità di interagire con il pubblico messe a disposizione dalla Rete, spesso si trasformano in veri e propri spazi di confronto e di discussione. Una delle chiavi per avere successo, del resto, sembra proprio essere la capacità di inserirsi a dovere nel tessuto locale, di affermarsi come una voce presente e autorevole, come un punto di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità. Sviluppare e gestire questa vicinanza nei confronti degli utenti è mediamente più semplice per le testate di piccole dimensioni.

Anche i rappresentanti dei media tradizionali, utilizzando internet, stanno però ampliando la propria offerta. Questo vale sia per i giornali di provincia, spesso stimolati dalla crescente concorrenza con le pubblicazioni online, sia per i grandi quotidiani nazionali, che in diversi casi hanno deciso di avviare progetti in questo settore, anche con modalità piuttosto innovative.

Dall’edicola alla Rete

Internet è un’opportunità anche per le testate provenienti dai media tradizionali. Una buona versione telematica può consentire di migliorare la propria offerta informativa, di offrire nuovi servizi al proprio pubblico e soprattutto di ritrovare vitalità e di investire sul futuro. I più importanti siti giornalistici del nostro Paese, non a caso, fanno riferimento a grandi quotidiani. Da Repubblica al Corriere della Sera, i principali giornali nazionali sono da lungo tempo protagonisti sul web e da alcuni anni stanno operando anche nel settore della cronaca locale. Anche le testate di provincia stanno puntando sull’online con sempre maggiore convinzione, andando ad arricchire ulteriormente la quantità di news a disposizione dei navigatori.

In Italia le vicende della cronaca locale sulla Rete ebbero inizio molti anni fa. Il primo quotidiano italiano a sbarcare su internet, nell’ormai lontano 1994, fu infatti l’Unione Sarda, una testata a diffusione regionale. Quell’esperimento, favorito da una fortunata combinazione di ingegni, ebbe il merito di fare da apripista per l’intero giornalismo online nel nostro Paese. A renderlo possibile furono il know how del CRS4, un centro studi con sede a Cagliari, e l’intuito di un editore particolarmente sensibile nei confronti delle nuove tecnologie, Nichi Grauso. Il sito suscitò grandi entusiasmi ma presto fu ridimensionato perché il mercato era ancora troppo piccolo e l’operazione non era sostenibile dal punto di vista economico.

Per quanto innovativa, l’iniziativa dell’Unione Sarda non possedeva però un elemento essenziale per definirla un compiuto esperimento di giornalismo online. Le sue pagine web non disponevano infatti di una redazione incaricata di produrre contenuti ad hoc per il web e si limitavano a riproporre gli articoli del giornale in edicola.

Fig. 1. Homepage del sito dell’Unione Sarda nel 1994.

Fig. 1. Homepage del sito dell’Unione Sarda nel 1994.

A compiere questo passo, ma non in ambito locale, fu Repubblica nel gennaio 1997. In breve tempo, negli anni successivi, arrivarono tutti gli altri grandi giornali italiani, a partire dalla Gazzetta dello Sport e dal Sole 24 Ore. Nel giro di un triennio le maggiori testate provenienti dai media tradizionali imboccarono questa strada.

In quelle fasi iniziali, le pagine web dei grandi quotidiani si limitarono a proporre notizie aggiornate solo sul versante nazionale. Per quanto riguarda l’informazione locale, i primi segnali di cambiamento si ebbero con l’apertura della sezione ViviMilano su Corriere.it e di un portale chiamato Nordovest.it da parte della Stampa. In entrambi i casi si trattava di pagine web con contenuti ripresi dalla carta e riservate in modo particolare a cultura e spettacoli, rispettivamente nel capoluogo lombardo e in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

I siti delle maggiori testate tradizionali iniziarono a dare spazio alla cronaca locale solo a partire dal 2004, quando la crescita del mercato evidentemente consentì di potenziare i contenuti. Nel giugno di quell’anno il Resto del Carlino inaugurò un portale cittadino dedicato a Bologna. A curarlo era un’apposita redazione e i risultati positivi convinsero il gruppo editoriale a replicare l’iniziativa anche per altre realtà e per le altre testate di sua proprietà, cioè il Giorno e la Nazione (Bettini 2009).

Gli anni più recenti hanno visto moltiplicarsi sia i siti legati ai quotidiani di provincia sia le sezioni locali delle versioni telematiche dei grandi giornali. Un fenomeno sempre più diffuso, tanto che nel luglio 2011 l’offerta di alcune tra le principali testate era la seguente:

Tabella 1. Sezioni locali dei siti di alcuni quotidiani italiani nel luglio 2011

SITO

SEZIONI LOCALI

Corriere.it 19
Lanazione.it 18
Ilrestodelcarlino.it 17
Ilgiorno.it 15
Repubblica.it 10
IlsecoloXIX.it 6
Ilgiornale.it 2
Lastampa.it 1
Ilmessaggero.it 1

Tra le iniziative dei tanti quotidiani che dall’edicola hanno deciso di proporsi anche sulla Rete, non mancano i progetti estremamente innovativi. Una delle esperienze più peculiari nel panorama italiano è quella di Repubblica Parma, sezione locale di Repubblica.it inaugurata nell’aprile 2008. Ad uno sguardo superficiale, le pagine web parmensi del giornale romano non hanno nulla di diverso rispetto a quelle delle altre nove aree cittadine del sito. In realtà si tratta delle uniche che non hanno un corrispondente cartaceo. Repubblica Parma esiste infatti solo sul web e non in edicola. Non è l’evoluzione di qualcosa già esistente all’interno del quotidiano, contrariamente a quanto era sempre accaduto per le pagine locali dei siti nazionali nel nostro Paese.

Il web, insomma, in questo caso ha avuto la precedenza sulla carta e i quattro giornalisti che vi lavorano, insieme ad alcuni collaboratori, scrivono per la Rete. A partire dal 2010, tra l’altro, lo fanno senza una redazione fisica e tenendosi in contatto con i mezzi messi a disposizione da internet, come Messenger e Skype. Il cambio di prospettiva è stato determinato dai minori costi di un’iniziativa editoriale online: il mercato parmense, evidentemente, appariva in grado di sostenere soltanto una pubblicazione di questo genere.

Nonostante i buoni risultati ottenuti, il sentiero imboccato con Repubblica Parma non è ancora stato percorso altrove, anche a causa della crisi economica che ha ridotto gli investimenti. Se fosse replicato in altre città, non solo da Repubblica ma anche da altre testate, questo modello potrebbe avere un impatto notevole sugli equilibri dell’informazione locale in molte zone italiane.

Il principale concorrente di Repubblica.it, cioè Corriere.it, si caratterizza invece per un esperimento che va ad esplorare uno dei settori di frontiera del giornalismo locale online: l’iperlocale, il tentativo di fare informazione su territori di dimensioni piccolissime, su località con poche migliaia di abitanti o persino su singoli quartieri cittadini.

Oltre alle sezioni che fanno riferimento alle pagine locali del giornale cartaceo, che per la versione digitale del Corriere della Sera rappresentano il vero cuore dell’offerta di questo genere, Corriere.it propone un’area dove è possibile avere informazioni su ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani. Si tratta di un settore denominato “Il mio Comune” e per ogni località propone le ultime notizie aggregate da un sistema automatizzato e una serie di dati ricavati da un database (ad esempio sulla demografia, sui contatti di polizia e istituzioni, sulle previsioni meteo).

Non si può quindi ancora parlare di un progetto compiutamente di stampo giornalistico, perché non ci sono giornalisti che producono contenuti ad hoc per queste pagine web. È però possibile immaginare un suo sviluppo in questa direzione, ad esempio integrando l’offerta con contenuti prodotti dagli utenti, con altri realizzati da giornalisti magari per più aree geograficamente vicine o con articoli forniti da testate locali con cui si è stretta una collaborazione. Arrivare a creare un sito per ogni Comune italiano sarebbe un’impresa difficilissima, innanzitutto dal punto di vista economico, ma offrire ancora più news dal territorio non appare del tutto impossibile.

L’Italia e il panorama internazionale

Per diffusione della cultura digitale, in generale l’Italia non brilla se paragonata ad altri Paesi. La sensibilità nei confronti della Rete e la conoscenza delle sue dinamiche è spesso inadeguata, anche ad alti livelli, e per una parte ancora considerevole della popolazione le nuove tecnologie restano pressoché sconosciute. Nel mondo della cronaca locale online, però, la situazione è decisamente diversa: la provincia italiana gode di una copertura giornalistica che all’estero ha pochi eguali. Dalle Alpi alla Sicilia, l’effervescenza che si riscontra in questo settore è estremamente elevata.

Per chi si occupa di giornalismo locale online in Italia, i veri punti di riferimento non si trovano in Europa. ma negli Stati Uniti. È da lì che arrivano i maggiori stimoli e le principali innovazioni. Come è normale, non tutti gli esperimenti di marca statunitense funzionano e anche laggiù si registrano diversi insuccessi, ma la frontiera a cui guardare rimane sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico.

A livello di informazione iperlocale, ad esempio, esistono alcune iniziative editoriali che vanno avanti da anni. Una delle più longeve è YourHub.com, sito di proprietà del Denver Post. Nato nel 2005, è dedicato ad undici zone del Colorado.

Più il mercato a cui ci si rivolge è piccolo, più la sfida si fa complessa perché si riducono le risorse economiche a disposizione. Per tagliare i costi, la testata statunitense ha dunque deciso di aprire le porte ai contenuti generati dagli utenti, che vanno ad arricchire l’offerta completando quelli prodotti dai giornalisti. Il Denver Post ha inoltre scelto di affiancare una pubblicazione cartacea a quella online: YourHub è anche un settimanale cartaceo, che viene recapitato una volta a settimana a casa degli abbonati al quotidiano e che contiene una selezione dei migliori articoli apparsi sulla Rete.

Questo modello ha permesso al sito di proseguire nella sua attività senza particolari difficoltà, perché le inserzioni pubblicitarie della versione cartacea costituiscono un’ottima integrazione ai ricavi realizzati sul web. All’inizio di luglio 2011, a conferma della sua vitalità, YourHub è stato anche rinnovato completamente e i suoi contenuti vengono segnalati con grande evidenza anche sul sito internet della testata madre.

Per rafforzare la propria copertura delle news locali, altri giornali hanno scelto di percorrere una strada diversa. Invece di aprire delle redazioni o di fare delle assunzioni, un’operazione che probabilmente sarebbe stata troppo costosa, hanno pensato di affidarsi ad alcune realtà già esistenti e ritenute affidabili. È il caso, ad esempio, del Charlotte Observer e del Seattle Times. Con modalità in parte differenti, questi due quotidiani hanno stretto accordi di collaborazione con alcuni siti di informazione locale presenti nelle loro zone. In questo modo si sono assicurati un monitoraggio del territorio che altrimenti non avrebbero potuto raggiungere. Per le piccole pubblicazioni coinvolte, invece, si tratta ovviamente di una notevole opportunità di crescita.

Come si può dedurre dalle iniziative di questi due giornali, anche negli Stati Uniti esistono poi diverse testate nate esclusivamente sulla Rete. In generale, si possono suddividere in due categorie: siti nati dal basso oppure provenienti dall’alto.

I primi sono simili a molti siti di cronaca locale online italiani. Si tratta di iniziative partite in seno alle comunità di riferimento e capaci, in diversi casi, di sopravvivere abbastanza serenamente. Uno dei più citati è The Batavian. Questo sito riesce ad andare avanti nello Stato di New York dal maggio 2008 con circa 6.000 visitatori unici al giorno grazie ad uno staff ridotto all’osso e al contributo degli inserzionisti del posto, che acquistano spazi pubblicitari sapendo di contribuire ad un servizio per la propria comunità e senza pensare esclusivamente al ritorno economico. Funziona anche il progetto editoriale dell’Alaska Dispatch, che grazie a internet è riuscito a risolvere uno dei più grandi problemi dei giornali del posto: gli altissimi costi della distribuzione in un territorio vastissimo e scarsamente popolato come l’Alaska. Il sito oggi è visitato da 125.000 visitatori unici al mese e in due anni ha ampliato lo staff da due a dieci persone (Grueskin, Seave, Graves, 2011).

Alla seconda categoria, quella dei siti provenienti dall’alto, appartengono invece le pagine web locali appartenenti a grandi network o create da editori operanti su scala nazionale. Il classico esempio, in questo caso, è quello di Patch.com, sito appartenente ad America On Line. In pochissimo tempo questa testata ha raggiunto oltre 800 località degli Stati Uniti con popolazione compresa tra 15.000 e 100.000 abitanti. In ciascuna di esse ha creato un sito internet locale, affidato ad un giornalista che lavora a tempo pieno con l’aiuto di alcuni collaboratori. Si tratta di un progetto dai costi enormi perché comporta l’assunzione di centinaia di professionisti. Sono spese per il momento sopportabili da un grande provider internet come Aol, ma comunque sicuramente difficili da coprire anche in prospettiva. L’obiettivo probabilmente è vendere spazi pubblicitari sull’intero network, permettendo così all’editore di rivolgersi anche a grandi inserzionisti nazionali e non solamente a quelli del posto.

A costare molto di meno è invece EveryBlock.com, un sito di informazione iperlocale che è stato fondato nel 2008 e che oggi raggiunge ben 16 metropoli americane. Grazie ad un sistema automatico, questo sito raccoglie informazioni da numerose fonti e le aggrega in base alla loro provenienza geografica. Al suo interno si può trovare di tutto, dalle denunce arrivate alla polizia alle nuove acquisizioni delle biblioteche. Da marzo 2011 ha aperto le proprie porte agli utenti, che possono integrare i contenuti postando dei messaggi e discutendo tra loro.

Il sistema ha ancora molti margini di miglioramento soprattutto per quanto riguarda la gerarchizzazione delle notizie, che è sostanzialmente assente perché i contenuti vengono elencati in ordine cronologico. Anche dal punto di vista della qualità, EveryBlock.com spesso lascia ancora a desiderare: molte informazioni sono estremamente sintetiche e meriterebbero un approfondimento che una pubblicazione affidata principalmente ad un software non può certo garantire.

Questi esperimenti in corso negli Stati Uniti sarebbero replicabili in Italia? Probabilmente in buona parte sì. Molti di questi progetti hanno già diversi aspetti in comune con quelli in atto nel nostro Paese. Anche quelli più originali e innovativi, magari con qualche adattamento, potrebbe essere riproposti nei prossimi anni da qualche editore italiano. Sarebbe un altro passo in avanti capace di rinnovare ulteriormente un mercato in rapida evoluzione.

Conclusioni

Le nuove pubblicazioni locali online sono molto più di una semplice versione elettronica delle tradizionali gazzette di carta. Il medium è diverso e di conseguenza cambiano anche i contenuti e la loro organizzazione. Sono almeno tre le caratteristiche dell’informazione su internet che possono modificare radicalmente il panorama giornalistico di una ristretta area geografica: aggiornamento in tempo reale; multimedialità; interattività.

Aggiornamento in tempo reale

I giornali vengono pubblicati una volta al giorno. Consegnati in edicola al mattino, iniziano ad essere obsoleti intorno all’ora di pranzo, quando gli altri media hanno informato i lettori sugli sviluppi più recenti. Un sito internet segue invece l’evoluzione dei fatti in tempo reale, con un modello di informazione che si avvicina più a quello delle radio e delle tv all news.

L’apertura di un nuovo giornale online in un territorio può stravolgere equilibri ormai consolidati. In molte province italiane il settore è da lungo tempo controllato da pochi giornali cartacei, da qualche piccola emittente radiofonica e, al più, da qualche tv locale, a cui si aggiungono il telegiornale e il giornale radio regionali della Rai. Un sito di successo può generare molti cambiamenti: limita ulteriormente la capacità delle testate in vendita in edicola di seguire in esclusiva la cronaca, costringendole a puntare maggiormente sull’approfondimento, e fa diretta concorrenza a radio e tv, le uniche che prima potevano dare le notizie in tempo reale.

Multimedialità

Il testo è solamente uno dei formati a disposizione dei siti internet. Sulla Rete l’informazione è un mix di quella presente sugli altri media. Filmati e servizi radiofonici sono pubblicabili sui siti senza difficoltà, consentendo così ai visitatori di informarsi nella modalità preferita e più adatta alla situazione in cui si trovano.

Nessun altro medium possiede questa flessibilità, che genera una competizione a 360 gradi. Mentre in passato la concorrenza tra i media era più sfumata, le pubblicazioni online possono entrare in competizione con tutte le testate presenti sul territorio e il tempo a loro dedicato dai cittadini è sicuramente destinato ad aumentare a scapito delle altre.

Interattività

Sulla Rete la comunicazione è bidirezionale. Mentre sui media tradizionali – e in particolare sulla carta stampata – è il giornalista di turno a parlare alla massa dei propri lettori, su internet il pubblico è naturalmente invitato ad avere un ruolo attivo. Commenti agli articoli, interventi sui forum, partecipazione ai sondaggi, invio di contenuti realizzati in prima persona, ma anche sostegno al lavoro dei giornalisti in progetti che fanno leva sull’intelligenza collettiva e sul contributo da casa degli utenti sono modalità sempre più comuni di interazione con i cittadini. Le testate online, in particolare quelle locali, possono diventare dei luoghi in cui la comunità ha la possibilità di dire la sua e le varie realtà che la compongono si possono far sentire.

Queste peculiarità condizioneranno anche l’evoluzione futura del panorama giornalistico nella provincia italiana. In un mondo in cui l’offerta di cronaca locale aumenta e continuerà probabilmente a crescere, la competizione si farà sempre più forte. Da un lato, i rappresentanti dei media tradizionali amplieranno la propria presenza sul territorio, anche con iniziative esclusivamente online. Dall’altro, verranno inaugurati nuovi siti.

Ad andare in difficoltà saranno soprattutto le testate cartacee meno capaci di adattarsi alle novità. Le meno reattive potrebbero vivere momenti complicati, soprattutto se accanto ad un calo delle copie vendute ci sarà anche una flessione delle entrate pubblicitarie.

Internet si rivelerà una grande opportunità per chi, invece, sarà in grado di sfruttarne a pieno le sue potenzialità. Per molte testate, la Rete offrirà l’opportunità di consolidare il proprio ruolo all’interno della comunità e di crescere ulteriormente.

Dal punto di vista dei lettori le prospettive sono positive. Il numero di voci che raccontano il territorio è in aumento e la Rete mette a disposizione spazi impensabili fino a pochi anni fa. La crescente concorrenza dovrebbe garantire un’offerta migliore e più possibilità di essere informati tempestivamente.

Rimangono, va detto, le incognite sulla sostenibilità economica del giornalismo locale online. Sopravvivere sulla Rete non è semplice, soprattutto quando ci si rivolge a mercati di piccole dimensioni. In tutto il mondo si registrano casi di successo, ma anche fallimenti. È per questo che si guarda con attenzione all’evoluzione del mercato pubblicitario, la fonte di sostentamento primaria per tutte queste pubblicazioni. Da anni le notizie che giungono da questo fronte sono positive: la crescita dei fatturati online è continua, lo è stata anche nei momenti peggiori della crisi economica e in Italia il primo semestre 2011, secondo la Federazione Concessionarie di Pubblicità, è stato chiuso con un progresso del 14,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nelle tipologie Display e Affiliate. Alle testate locali va solamente una fetta della torta, ma l’aumento delle risorse a disposizione fa ben sperare: significa migliori condizioni di lavoro per i giornalisti e maggiori possibilità di raccontare al meglio quello che accade nella provincia italiana.

Biografia

Andrea Bettini, 30 anni, giornalista, ha lavorato per varie testate, tra le quali Repubblica.it, e ora è redattore alla Tgr Rai. È autore di tre libri sul giornalismo online: Giornali.it. La storia dei siti internet dei principali quotidiani italiani (Ed.it, 2006), Giornali.it/2.0 (Ed.it, 2009) e Gazzette digitali. L’informazione locale sulla Rete globale (Ed.it, 2011)

Biography

Andrea Bettini, 30 y.o., journalist, worked for many news heads (among which Repubblica.it) and is now editor at Tgr Rai, the Italian national TV and Radio Corporation. He published many books regarding online journalism: Giornali.it. La storia dei siti internet dei principali quotidiani italiani (Ed.it, 2006), Giornali.it/2.0 (Ed.it, 2009) e Gazzette digitali. L’informazione locale sulla Rete globale (Ed.it, 2011)

Bibliografia

Bettini A.

2006                Giornali.it: la storia dei siti internet dei principali quotidiani italiani, Catania, Ed.it.

2009                Giornali.it/2.0: la storia dei siti internet dei principali quotidiani italiani, Catania, Ed.it.

2011                Gazzette digitali: l’informazione locale sulla Rete globale, Firenze, Ed.it.

 

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2008                Newspapers next 2.0, Reston, American Press Institute.

 

Grueskin B., Seave A., Graves, L.

2011                The Story So Far. What We Knoe About the Business of Digital Journalism, New York, Columbia Journalism School.

 

Ivancin M, Schaffer J.

2009                New entrepreneurs: new perspectives on news, Washington, J-Lab Institute.

 

McLellan M., Porter T.

2007                News, improved: how America’s newsrooms are learning to change, Washington, CQPress.

 

Mitchell B., Moss J.

2010                Brave News Worlds, Vienna, The International Press Institute.

 

Pratellesi M.

2008                New journalism – Teorie e tecniche del giornalismo multimediale, Milano, Bruno Mondadori.

 

The Knight commission

2009                Informing communities: sustaining democracy in the digital Age, Washington, The Aspen Institute.

Siti consigliati

http://www.anso.it Sito dell’Associazione nazionale stampa online

http://gazzettedigitali.blogspot.com Blog del libro “Gazzette digitali”. Propone una rassegna delle novità nel settore dell’informazione locale online.

http://streetfightmag.com Magazine online dedicato ai siti internet locali statunitensi.

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