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  • Luoghi del commercio, edilizia pubblica e organizzazione dello spazio urbano. Su Bologna e la Bolognina negli anni Trenta

    Volume 1, Numero 55 - Giugno 2022


    Abstract

    La Bolognina è storicamente ritenuto il più grande quartiere operaio bolognese. Negli anni Trenta la sua crescita è tale da rendere evidente la necessità, per le autorità fasciste, di una sua funzionale integrazione nella città organizzata. Le modalità privilegiate sono quelle di una nazionalizzazione piccolo-borghese fondata sull’intrusione senza precedenti del pubblico negli spazi anche privati della città, in termini di pratiche abitative, uso dello spazio urbano e logiche dei consumi. Tra questi specifici percorsi è in particolare l’ultimo quello su cui più mi concentro, quello che, finora, meno ha goduto dell’attenzione degli storici. Quello dove un ruolo significativo viene assunto dalle vie dei negozi e dagli spazi connessi al dettaglio commerciale, dai commercianti e dalle loro vetrine elevate ora a “nuovi e molto trasparenti confini tra pubblico e privato”. Bolognina is considered the largest historic working-class district in Bologna. Given its rapid growth during the 1930s, fascist authorities decided it was time to integrate it with the city at the functional level. Their preferred strategy was a petit-bourgeois nationalization based on an unprecedented intrusion of the public even into the city’s private spaces, by way of housing practices, use of urban space and consumption patterns. Among these issues, the latter is the one I will focus on the most since it is the one that has so far received the least attention from historians. Shopping streets, retail spaces, shopkeepers and their shop windows – which have now become “new and rather transparent borders between public and private” – play a crucial role dealing with this theme.

    Keywords

    Consumi, commercio, edilizia pubblica, Bologna, Bolognina, fascismo. Consumptions, retail, public housing, Bologna, Bolognina, fascism.
  • Victor Gruen e lo shopping mall come modello di social design

    Volume 1, Numero 55 - Giugno 2022


    Abstract

    Il saggio ricostruisce la genesi dello shopping mall come modello spaziale per il commercio contemporaneo, illustrandone la sua concezione nel contesto dello sviluppo della città americana del secondo dopoguerra ed esaminando alcuni dei motivi che hanno reso tale modello uno dei luoghi privilegiati della socialità contemporanea. Formulato sul piano teorico e operativo dallo Studio Gruen, il concetto spaziale e sociale del mall si è progressivamente insinuato in molte altre tipologie architettoniche, commerciali e non commerciali, promuovendone principalmente la dimensione ludico-commerciale rispetto all’originale formulazione, che prevedeva una equilibrata integrazione tra retail e servizi in una fruizione pedonalizzata. Il saggio si interroga, infine, sul fenomeno del deadmalling (lo smantellamento e la chiusura dei centri commerciali), che porrà nei prossimi decenni problemi di riconversione di questi luoghi, rendendo forse di nuovo attuale una delle originali vocazioni del mall come centro civico di aggregazione sociale. This essay reconstructs the genesis of the shopping mall as a spatial model for contemporary retail trade, outlining its conception in the context of urban development in the United States after World War II. It also explores some of the reasons that have made this model one of the privileged spaces of contemporary socialization. Studio Gruen is credited with developing the spatial and social concept of the mall from a theoretical and practical point of view; the mall has progressively made its way into many other architectural typologies, both commercial and non-commercial, mainly promoting its recreational-commercial dimension as opposed to the original design, which envisaged a balanced integration of retail and facilities in a pedestrian-oriented context. Finally, the essay examines the phenomenon of “deadmalling” (the dismantling and closure of shopping centres), which will create the issue of having to decide how to reconvert these places in the coming decades, perhaps giving new relevance to one of the original functions of the mall as a social space for aggregation.

    Keywords

    Shopping mall, shopping centre, retail design, social design, leisure spaces, deadmalling.
  • Introduzione

    Ringraziamenti

    A questo punto, ci corre ancora il piacevole obbligo di ringraziare chi ha reso possibile portare a compimento questo progetto, a cominciare dal dott. Daniele Ara, assessore al Comune di Bologna ed ex-presidente del quartiere Navile, che non ci ha mai fatto mancare la sua disponibilità e il suo fattivo contributo. Il prof. Raffaele Laudani e l’arch. Giovanni Ginocchini hanno cordialmente ospitato il nostro convegno tra le iniziative della Fondazione dell’Innovazione urbana; la dott.ssa Marinella Degliesposti e il prof. Paolo Capuzzo ci hanno offerto il sostegno, in forme diverse ma ugualmente importanti, del Comitato Bolognina 2000 di Ascom Confcommercio Bologna, e del Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna. La dott.ssa Milena Aguzzoli della Bup ne ha seguito, con professionalità e notevoli dosi di pazienza, la cura editoriale. A tutte queste persone, e a tutti coloro che in un modo o nell’altro ci hanno aiutato in questo lavoro, va la nostra gratitudine. Ed è al ricordo di Corinna Morandi, che con noi avrebbe voluto condividerlo, che tutto questo è dedicato. Ferrara/Torino, giugno 2022