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Dieci anni di attività della Fondazione Memoria della Deportazione. Storia della Biblioteca Archivio Pina e Aldo Ravelli dal 2003 al 2013

Dieci anni di attività della Fondazione Memoria della Deportazione. Storia della Biblioteca Archivio Pina e Aldo Ravelli dal 2003 al 2013

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a cura di Giovanna Massariello

con la collaborazione di Massimo Castoldi ed Elena Gnagnetti

Abstract

La Fondazione Memoria della Deportazione, costituita nel 1999, riconosciuta giuridicamente nel 2001 e dal 2003 ammessa all’associazione dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (Insmli), compie quest’anno i dieci anni di attività.

Si è proceduto al riordino, all’arricchimento e alla valorizzazione dell’Archivio Biblioteca Pina e Aldo Ravelli, riconosciuto da parte della Soprintendenza Archivistica della Lombardia di interesse storico particolarmente importante, per i materiali conservati inerenti alle “deportazione politica e razziale nei lager nazisti”. Si è lavorato sia all’Archivio cartaceo (Fondo Aned e Fondo Tibaldi catalogati e altri in attesa di catalogazione), sia a quello fotografico e audiovisivo, ancora parzialmente in fase di riordino.

Al lavoro d’archivio la Fondazione ha affiancato negli anni una crescente attività didattica e culturale, organizzando mostre, conferenze, corsi, dibattiti sul contesto storico-politico della deportazione nazifascista, sulle testimonianze e sul loro rapporto col mondo di oggi, cercando di privilegiare la funzione di cerniera tra scuole, università, istituti di ricerca e pubbliche istituzioni.

 

Abstract english

Unicoop Tirreno is a cooperative that has its roots in the history of Italy after World War II. The Historical Archive collects the documentation of the main cooperativa (which was founded in 1945 as Cooperativa La Proletaria and over the years has changed its name in Toscana, Lazio and finally Unicoop Tirreno) and of the various cooperatives that were transferred – for merger or incorporation, in 2011 the Foundation Memories cooperative was established to enhance its documentary material and carry out research on the history of cooperative in the Tyrrhenian coast. The Foundation’s commitment is to collect and tell stories by gathering information from their documents or directly from the protagonists, trying to also involve the younger generations.

Ci è parso interessante, oltreché doveroso, nel decimo anno dell’attività della Fondazione Memoria della Deportazione (costituita nel 1999), ripercorrere le attività da essa promosse, benché nelle pagine del sito dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (Aned) siano state pubblicate relazioni annuali di attività e notizie degli eventi dei quali si è anche riferito in Triangolo Rosso. Si intende, pertanto, condurre il lettore attraverso un percorso cronologico e concettuale nel quale il lavoro svolto emerga con maggiore evidenza.

La Fondazione, riconosciuta giuridicamente il 29 marzo 2001, dal 2003 è stata ammessa all’associazione dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (Insmli), nel cui portale sono inserite le attività e la descrizione dei fondi archivistici.

Con atto dell’8 settembre 2004, l’“Archivio Biblioteca Pina e Aldo Ravelli” è stato riconosciuto di interesse storico particolarmente importante per i materiali conservati (cartacei, fotografici e audiovisivi) da parte della Soprintendenza Archivistica della Lombardia – Ministero per i Beni Culturali, poiché conserva “documentazione inerente la deportazione politica e razziale nei lager nazisti, in tutti gli aspetti a essa inerenti: storico, documentario, artistico, letterario, psicologico e iconografico”.

L’Archivio

Negli anni 2003 – 2008 un primo intervento di riordino delle carte è stato compiuto per opera dell’archivista Dott. Susanna Massari.

Nell’autunno del 2009 è stato avviato il lavoro di revisione, integrazione e informatizzazione del fondo Aned Nazionale a cura della Dott. Sonia Gliera e con la collaborazione di Vanessa Matta: si rendeva necessario integrare gli atti esclusi dal riordino, sia quelli già presenti in Fondazione, sia quelli che l’Aned era in procinto di consegnare; l’archivio era corredato da un inventario sommario, che si rendeva opportuno arricchire d’informazioni e rendere più analitico, con estremi cronologici più precisi e regesti conformi alle norme internazionali. Il fine ultimo doveva essere la redazione di un inventario informatizzato realizzato con l’applicativo Isis dell’Unesco, per l’immissione sul web nel portale della rete dell’Insmli, cui la Fondazione aderisce. Da più di un anno è avvenuta l’immissione di questo importante lavoro e il fondo Aned nazionale è consultabile all’indirizzo web http://www.italia-resistenza.it/archivi-insmli. Ha una consistenza di millequattrocentocinquacinque fascicoli, distribuiti in trecentotretasette buste. Anche l’archivio dell’Aned Sezione di Milano (a cura della Dott. Sonia Gliera) è stato già riordinato con le metodologie precedenti e inviato per la pubblicazione all’Insmli: si attende il rifacimento della piattaforma informatica del Cnr di Pisa per averne la visibilità online. Si tratta di centocinque buste e duecentosettanta fascicoli.

In questo periodo è stato avviato il lavoro di riordino e inventariazione delle carte di Italo Tibaldi, lavoro imponente per la ricchezza dei documenti da lui donati e ulteriormente arricchiti dall’arrivo in dono di altre carte in possesso della sorella Graziella Tibaldi.

È intenzione della Fondazione, che ha molto investito in questi progetti puntualmente sottoposti alla Soprintendenza che ne verifica anche gli esiti prima della pubblicazione online, di giungere ad analoghi riordini dei fondi restanti, tra gli altri quelli di Felice Pirola, Giandomenico Panizza, Giulio Baraldini, Giuseppe Cammareri, Giorgio Gimelli, Erminio e Armando Sacchetta e Lorenzo Bettaccini.

La prospettiva che ha guidato la rigorosa inventariazione dei fondi è di fornire agli studiosi e agli storici gli strumenti per le future ricerche sulla storia della deportazione e degli organismi che vi hanno dedicato la propria opera: com’è noto, dalla bontà degli archivi nasce la possibilità di buone ricerche.

L’impegno della Fondazione e di coloro che vi collaborano è motivato anche dalla volontà di “restituzione” – sul piano dei saperi – di quanto è stato generosamente donato da ex deportati proprio per consentire il passaggio dalla memoria alla storia, contro ogni possibile negazionismo.

Accanto al riordino delle carte dal 2012 si è affiancato l’inventario dei materiali audiovisivi (a cura del Dott. Rocco Marzulli) e fotografici (a cura della Dott. Maddalena Cerletti). Nel caso dei materiali audiovisivi, si tratta di garantire la conservazione in forma digitale di documenti preziosissimi quali le testimonianze, attualmente disponibili su supporti ormai obsoleti (cassette audio e video).

Preliminarmente al lavoro di digitalizzazione e di schedatura si è dovuto provvedere a una complessa operazione di selezione dei documenti, dai milletrecento pezzi presenti presso la Fondazione; la finalità è di creare uno strumento di ricerca analogo rispetto a quello cartaceo e idoneo a supportare le richieste future delle scuole, degli enti culturali, fornendo materiale didattico e illustrativo del livello più autentico.

Anche l’archivio fotografico implica la scelta di supporti idonei alla conservazione dei ricchi materiali presenti, attraverso la scansione ad altissima risoluzione in modo da salvaguardare originali di grande pregio e consentire stampe di alta qualità. Il lavoro attorno all’archivio fotografico è molto complesso perché richiede un attento studio dei materiali per recuperare le informazioni storiche e tecniche legate alla singola fotografia: la tipologia delle fotografie è molto varia e comprende fotografie originali e duplicati d’immagini relativi al tema della deportazione, al periodo storico del fascismo, del nazismo, della liberazione e del dopoguerra, fotografie di pellegrinaggi ai campi e della vita dell’Associazione, nonché la riproduzione di mostre realizzate, di giornali, documenti, testi e disegni. La catalogazione del patrimonio fotografico della Fondazione avviene utilizzando il programma SIRBeC (Sistema informativo dei beni culturali della regione Lombardia) adottato dalla Regione Lombardia. Infatti, effettuata la catalogazione, le schede saranno consegnate alla Regione Lombardia che le inserirà nel database di Lombardia Beni culturali, pubblicato sul portale relativo.

La Biblioteca

La Biblioteca “Pina e Aldo Ravelli” deve il suo nucleo originario al patrimonio ereditato dall’Aned in più di sessant’anni di attività.

È pertanto possibile rintracciare pubblicazioni dagli anni Quaranta e Cinquanta fino ai giorni nostri. Molti volumi sono stati stampati in proprio, altri in numero ridotto, alcune edizioni sono fuori commercio e in molti casi gli esemplari posseduti riportano annotazioni, firme autografe degli stessi ex deportati, scampati alla morte nei Lager. Si tratta di raccolte di volumi rari, di notevole pregio e interesse storico, umano e psicologico e necessari per un’approfondita ricostruzione degli avvenimenti storici, per una dettagliata descrizione della vita nei campi, infine importanti per realizzare a nuovi spunti di ricerca nell’ambito della storia contemporanea.

Dalla nascita della Fondazione, la Biblioteca persegue un progetto di acquisizione libraria più sicuro e consono alla costruzione della nuova biblioteca. Ciò è consentito anche dallo stanziamento annuale di un capitolo di spesa specificamente dedicato all’acquisto librario. La Biblioteca è quindi impegnata sistematicamente a raccogliere quanto è stato prodotto in Italia e sul piano internazionale nel campo della documentazione e degli studi sulla deportazione, con particolare attenzione alla memorialistica della deportazione italiana nelle sue diverse particolarità di deportazione politica, deportazione “razziale”, d’internamento dei militari del disciolto regio esercito, di avviamento al lavoro forzato.

Le nuove acquisizioni per donazione, omaggio editoriale o acquisto sono coerentemente orientate a rendere la biblioteca un punto di riferimento specialistico e ineludibile per quanti tra studiosi, ricercatori e università intendano approfondire le tematiche d’interesse della Fondazione .

Dal 2007 la Fondazione partecipa al Polo regionale lombardo del Servizio Bibliotecario Nazionale (Sbn). Da allora, grazie anche al contributo ricevuto da Regione Lombardia, il patrimonio librario Fondazione è fruibile a livello nazionale e internazionale come attestano le richieste di consultazione e prestito che ci perviene per libri posseduti soltanto dalla Fondazione stessa.

Fruiamo anche di numerosi doni da parte del Goethe Institut di Milano.

La valorizzazione della Biblioteca è avvenuta già dal 2005, in collaborazione con l’Aned – Sezione di Milano, con l’inaugurazione della mostra Libro=Libero. L’attività editoriale dell’Associazione dal dopoguerra ad oggi. Le visite sono state illustrate da Giovanna Massariello e Anna Steiner (la stessa esposizione è stata accolta in spazi più ampi e con l’allestimento di Anna Steiner presso la Biblioteca universitaria dell’università di Verona).

Alla luce dell’impegno finanziario cospicuo dedicato al riordino archivistico e del patrimonio librario, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha deliberato di accettare soltanto donazioni garantendo ai donatori l’impegno della conservazione e dell’inventario nei tempi stabiliti dall’atto di donazione.

È importante sottolineare che dalla confluenza negli archivi della Fondazione dei documenti di carattere storico delle sezioni Aned non potrà che derivare maggiore completezza nella ricostruzione in generale della storia della deportazione e in particolare dei profili dei singoli deportati. La Fondazione, infatti, ha assolto la funzione informativa sui destini di numerosi deportati dalla storia ancora incerta o sconosciuta dando risposta alle lettere di figli, nipoti e pronipoti interessati a conoscere la vicenda concentrazionaria dei propri congiunti. A titolo esemplificativo, nell’anno 2012-2013 abbiamo fornito informazioni a centinaia di richieste, ricevendo a nostra volta interessanti dettagli sulle singole storie di deportati.

Attività didattica e culturale

Tra gli scopi principali della Fondazione sono la valorizzazione delle testimonianze sulla deportazione nazifascista, lo sviluppo degli studi sulle sue motivazioni storiche e politiche, nonché l’indagine sul contesto culturale che l’ha determinata e la riflessione sulle sue conseguenze nell’Italia e nel mondo di oggi. Tutto questo con l’intento di fare della memoria della vicenda concentrazionaria uno strumento attivo di formazione per la maturazione civile delle giovani generazioni.

Ne consegue il rapporto privilegiato con il mondo della scuola, e la funzione di cerniera esercitata dalla Fondazione tra scuole, università, istituti di ricerca e pubbliche istituzioni.

In numerosi casi le attività sono, infatti, state promosse in collaborazione con altri enti, quali l’Insmli, la Direzione Scolastica Regionale, gli assessorati all’area metropolitana, all’educazione e all’istruzione, alla cultura del Comune di Milano, l’Aned, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), l’Associazione Casa della Cultura, l’Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, la Coop Lombardia.

La Fondazione si è fatta promotrice in questi anni di diverse tipologie d’iniziative, da quelle incentrate sul tema della testimonianza, lungo tutto il corso dell’anno, ma in particolare in prossimità delle ricorrenze del calendario civile: giorno della memoria, giorno del ricordo, festa della Liberazione, ricorrenza della proclamazione della Repubblica, a quelle su temi propri della storia della cultura del Novecento aprendosi anche alla riflessione sulla violazione dei diritti umani nel mondo contemporaneo. Queste iniziative hanno assunto la forma di documentari, pubblicazioni, seminari, tavole rotonde, corsi di aggiornamento per docenti, presentazioni di libri.

Fin dagli esordi si è cercato di coinvolgere professori e studenti in attività seminariali come nell’incontro del 17 novembre 2003, tenuto in collaborazione con la Direzione Scolastica Regionale, sul tema Alle origini della Repubblica e conclusosi con l’intervento del presidente emerito Oscar Luigi Scàlfaro, o in iniziative come l’incontro del marzo 2004, tenutosi in collaborazione con l’Insmli, nella sala della Provincia, su Gli scioperi del marzo 1944 Resistenza civile disarmata e annientamento nei lager nazisti. Erano presenti oltre cinquecento studenti. Nel 2005, Alessandra Chiappano ha organizzato il Corso di formazione per insegnanti sul tema Manuali e metodologie didattiche dell’insegnamento della storia in Europa. Relazioni di A. Cavalli, B. Maffezzini e B. Mattozzi. Nello stesso anno trascegliamo, tra le numerose attività: la presentazione di Pierfrancesco Maran, Revisionare il revisionismo con il patrocinio della Provincia di Milano, in collaborazione con l’Anpi Zona 3 Mi, Insmli, Camera del Lavoro metropolitana Mi e Lega delle Cooperative e promosso dall’Associazione Cominciamodacapo, la proiezione del film Il leone del deserto di Moustapha Akkad (Libia/Usa, 1979). In occasione dell’uscita del libro L’amnistia Togliatti. 22 giugno 1946. Colpo di spugna sui crimini fascisti, di Mimmo Franzinelli (Mondatori), ha avuto luogo l’incontro La Repubblica Italiana e la rimozione dei crimini di guerra. con relazioni di Mimmo Franzinelli (storico), Piercamillo Davigo (Magistrato), Giorgio Galli (storico), Paolo Pezzino (Università di Pisa).

Segnaliamo ancora tra il centinaio di seminari e conferenze: il ciclo di conferenze A sessant’anni dalla liberazione di Auschwitz, tenutosi tra marzo e aprile 2005 con interventi, tra gli altri, di Michele Sarfatti, Enzo Collotti, Liliana Picciotto, Alessandra Chiappano e Brunello Mantelli; o quello del 14 febbraio 2007 dal titolo La scuola milanese incontra i testimoni della Shoah, che ha visto la partecipazione di Anna Maria Dominici (Direttore Generale USRL), di Giansandro Barzaghi (Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Milano), di Alfonso Arbib (Rabbino Capo di Milano), di Gianfranco Maris (Presidente Fondazione Memoria della Deportazione), di Liliana Picciotto (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – Cdec), di Nedo Fiano (sopravvissuto di Auschwitz). Si ricordano, grazie anche al volume che oggi le raccoglie, edito dalla Fondazione, le Otto lezioni sulla deportazione. Dall’Italia ai Lager (a cura di Bruno Maida e Brunello Mantelli, 2007), tenute tra marzo e aprile 2008 presso la sala convegni della Fondazione, con interventi di Gianfranco Maris (Presidente Fondazione), Claudio Natoli (Università di Cagliari); Brunello Mantelli (Università di Torino), Liliana Picciotto (Fondazione Cdec); Bruno Maida (Università di Torino); Gabriele Hammermann (GedenkstÄtte Dachau); Gianni Perona (Università di Torino), Alberto Cavaglion (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” – Istoreto).

Il 23 aprile 2007 si è svolto presso la Fondazione Memoria della Deportazione il primo seminario sul tema “Figure e fonti della deportazione femminile dall’Italia”. Sono intervenuti: Alessandra Chiappano (Fondazione Memoria della Deportazione e Insmli Milano), Daniela Padoan (scrittrice), Bruno Maida (Università di Torino), Marta Baiardi (Istituto Storico della Resistenza in Toscana) e Barbara Berruti (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea). Ha presieduto l’incontro Giovanna Massariello (Università di Verona).

Nella stessa direzione sono da segnalare le tavole rotonde tra 2008 e 2010 su Le parole della deportazione: deportazione, deportati, displaced persons per un Dizionario della deportazione, con interventi di Gianfranco Maris, Brunello Mantelli, Antonella Salomoni (docente di storia contemporanea, Università della Calabria), Daniele Scaglione (responsabile della comunicazione di Actionaid Italia), concluse con l’incontro dell’8 maggio 2010 sui lager femminili Le deportate europee nei lager nazisti: politiche, asociali, ‘razziali’, con la partecipazione di Annette Chalut, presidente del Comitato Internazionale di Ravensbrück, con il coordinamento della delegata italiana nel CIR Prof.ssa Giovanna Massariello.

Si è parlato anche di Letteratura e deportazione: la produzione letteraria legata all’esperienza della deportazione e dei lager (2 aprile 2009): hanno partecipato Pier Vincenzo Mengaldo (docente di storia della lingua italiana, Università degli studi di Padova), Esther Menascé (docente di lingua e letteratura inglese, Università degli studi di Milano) e Giovanna Massariello (docente di glottologia dell’Università di Verona).

In collaborazione con la Casa della cultura nel gennaio 2009 si è svolta la conferenza

Il progetto politico del fascismo e l’atteggiamento nei confronti degli oppositori. Dalla violenza dello squadrismo, all’istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato alla deportazione nei campi di concentramento e sterminio (Relatori: Mauro Canali, docente di Storia contemporanea, Università di Camerino, Eros Francescangeli, ricercatore di Storia contemporanea, Università di Parma, Presidenza: Avv. Gianfranco Maris).

Per Il terzo incontro per la costruzione del “Dizionario della Deportazione”, ciclo di conferenze che ha preso avvio nel marzo del 2008 con la tavola rotonda su Deportazione, deportati, displaced person è intervenuto il Prof Claudio Natoli (docente di storia contemporanea, Università degli Studi di Cagliari) sul tema Il sistema concentrazionario nazista e fascista.

Non è mai venuta meno una riflessione sui diritti sanciti dalla Costituzione repubblicana, con l’obiettivo di fornire agli insegnanti elementi di conoscenza e materiali di supporto per affrontare in classe le tematiche connesse ai diritti di cittadinanza.

Nel 2005 è avvenuta la presentazione del volume La mia Costituzione, Dalla Costituente ai tentativi di riforma, di Oscar Luigi Scàlfaro, Passigli Editori. Relazioni di Sandra Bonsanti (giornalista), Edmondo Bruti Liberati (procuratore aggiunto di Milano) e Valerio Onida (giurista). Ha coordinato Carlo Smuraglia (Università degli Studi di Milano).

Tra febbraio e marzo 2010 Daniele Menozzi, docente di Storia contemporanea della Scuola Normale Superiore di Pisa e Valerio Onida, giudice e Presidente emerito della Corte costituzionale, hanno discusso sul tema Quali diritti? Un possibile percorso per educare alla cittadinanza; nel 2011 è avvenuta la Conferenza del Prof. Gianfranco Pasquino, docente di scienza politica presso l’Università degli studi di Bologna, in occasione dell’uscita del volume G. Pasquino, Il buongoverno. Commento alla Costituzione italiana, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori. In collaborazione con Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori e Athena Forum per la filosofia.

Nel marzo 2011, in occasione del Centocinquantesimo dell’Unificazione nazionale, Giorgio De Vecchi, Marco Fossati, Fabio Cereda, Rita Innocenti, Teresa Poggi Salani, già ordinario di storia della lingua italiana presso l’Università degli studi di Siena, vice presidente dell’Accademia della Crusca, Laura Balbo, David Bidussa, Aldo Bonomi e Salvatore Lupo hanno discusso vari aspetti dell’identità nazionale italiana in occasione del corso dal titolo Perché non possiamo (non) dirci italiani (tutti i materiali degli interventi sono online).Il ciclo ha ricevuto il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.

Nel 2013 è stato dedicato un seminario al tema dell’Editoria nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta, tra censura e consenso (9-18 aprile 2013), in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, e l’Istituto lombardo di storia contemporanea e con la partecipazione dei professori Giorgio Montecchi, Irene Piazzoni, Ada Gigli Marchetti e Massimo Castoldi.

Il 22 novembre 2013 Patrizia Gabrielli, professore ordinario di Storia contemporanea e Storia di Genere all’Università di Siena-Arezzo, ha discusso con il Prof. Massimo Castoldi il tema Il 1946, il voto alle donne. La Costituzione: ieri, oggi, domani.

Si è parlato negli anni anche di Libertà e diritti nella storia dello Stato italiano, Questioni bioetiche e diritti individuali, Ragioni della sicurezza e ragioni della libertà, Maggioranza e minoranza, ovvero i problemi della democrazia.

Tra le attività periodiche assunte negli anni dalla Fondazione, vi è la celebrazione delle ricorrenze del calendario civile, con particolare attenzione al Giorno della Memoria, in occasione del quale si organizza ogni anno un incontro, che tende a coinvolgere sempre più studenti e a richiedere la massima attenzione delle autorità politiche cittadine.

Nel 2012, il giorno della memoria è stato celebrato alla Loggia dei Mercanti con due (27 e 31 gennaio) emozionanti momenti dedicati alle testimonianze della deportazione maschile e femminile. L’evento denominato In memoria delle vite offese è stato caratterizzato da letture di brani scritti o prodotti oralmente da ex-deportati e antologizzati da Rita Innocenti e Giovanna Massariello, da interventi di Gianfranco Maris, nella duplice veste di ex-deportato a Mauthausen e Presidente della Fondazione, Venanzio Gibillini, deportato a Flossenbürg e Dachau, Goti Bauer e Liliana Segre, deportate ad Auschwitz. È intervenuto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Hanno letto attori professionisti, allievi delle scuole cittadine e familiari, accompagnati dalle musiche di studenti del Conservatorio.

Altrettanto esemplare è stato l’incontro del 25 gennaio 2013 intitolato Il valore della testimonianza. Siamo riusciti a portare nella Sala Convegni di Palazzo Reale (Piazza Duomo) oltre trecento giovani delle scuole secondarie inferiori e superiori alla presenza del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, e dei due testimoni della deportazione: Goti Bauer, deportata ad Auschwitz, e Gianfranco Maris, deportato a Mauthausen. L’incontro ha realizzato la tanto perseguita interazione con il mondo della scuola, con la partecipazione attiva degli studenti delle scuole statali e della scuola ebraica che hanno letto una lista di nomi di deportati di Milano e provincia deceduti nei campi, accompagnati da musiche eseguite da studenti del Conservatorio milanese.

Sono stati toccati, in ambito scolastico, anche aspetti meno noti della politica culturale del Terzo Reich, come l’interdizione e la censura della cosiddetta ‘musica degenerata’: nel 2010 con l’evento Terzo Reich, fascismo e musica degenerata, conferenza-concerto a cura di Gottfried Wagner, musicologo, e Orazio Sciortino, pianista e compositore, presso il Liceo classico “G. Berchet” e nel 2011 con Musica e deportazione “Arteigen und deutsch, artfremd und undeutsch”. Wagner, Bruckner, Mahler, Schönberg, Křenek, Orff: l’intelligenza musicale umiliata dalla barbarie dell’ordine, conferenza con ascolto musicale a cura di Danilo Faravelli, musicologo e compositore, con il Patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Goethe-Institut Mailand.

Una particolare attenzione è stata prestata negli anni anche alla realizzazione di mostre e documentari tra i quali segnaliamo “Chi ha paura della memoria” nel quale i più recenti avvenimenti politici italiani sono commentati da Moni Ovadia e “La lezione” che descrive l’incontro dell’ex deportato triestino Riccardo Goruppi con gli studenti del liceo di Leonberg, ai quali racconta la sua esperienza nel lager nazista di quella cittadina tedesca.

Infine viene molto richiesto, anche dalle sezioni Aned, Le rose di Ravensbrück (2007) di Ambra Laurenzi con la revisione scientifica di Giovanna Massariello.

Tra le mostre: Riscoprendo Przemyls, trentaquattro fotografie inedite scattate nello zweileger di Nerhybka, dipendente dallo Stalag di Przemysl e conservate nel Fondo Pirola della Fondazione (maggio 2005); Fascismo Foibe Esodo. Le tragedie del confine orientale, curata da Bruno Enriotti, già Direttore Fondazione Memoria della Deportazione nel 2007, ancora oggi distribuita ogni anno in molti comuni italiani; Oltre quel muro – La Resistenza nel campo di Bolzano, realizzata da Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi nel gennaio 2008 e inaugurata presso il Cortile d’onore di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, sotto l’Alto Patronato del Capo dello Stato.

Tra le collaborazioni della Fondazione ricordiamo almeno quelle alla mostra Dal lager. Disegni di Lodovico Belgiojoso, inaugurata nel gennaio 2008 presso il Museo di Storia Contemporanea di Milano; e a quella dal titolo Memorial in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio Cantiere 21 – laboratorio di documentazione e conservazione, inaugurata nel settembre 2008 presso la Baracca recuperata ex Campo di Fossoli.

Tra i libri presentati negli ultimi anni: in collaborazione con la Casa della Cultura di Milano Filosofia della Shoah. Pensare Auschwitz: per un’analitica dell’annientamento nazista di Fabio Minazzi (Firenze, Giuntina, 2006), con la partecipazione di Laura Boella (Università degli Studi di Milano), Alessandra Chiappano (Fondazione Memoria della Deportazione e Insmli), Fulvio Papi (Università degli Studi di Pavia), il 25 gennaio 2007; in collaborazione con l’Insmli L’Italia repubblicana vista da fuori (1945-2000) a cura di Stuart Woolf (Bologna, il Mulino, 2007), con interventi di Alastair Davidson, John Anthony Davis, Mark Gilbert, Patrick McCarthy, David Moss e Rolf Petri. All’incontro erano presenti Stuart Woolf, David Moss e Gianfranco Pasquino, il 27 marzo 2007.

Dal 25 al 29 febbraio 2008 la Fondazione Memoria della Deportazione ha ospitato la Scuola di Storia Contemporanea dell’Insmli. Durante tali giornate si è tenuto un seminario, rivolto a tutti i borsisti, intitolato “La storia dell’Italia dal primo dopoguerra al 1945”. Sono intervenuti: Roberto Bianchi; Marco Fincardi (Università Ca’ Foscari di Venezia), Giancarlo Falco (Università di Pisa), Stuart Woolf (Università Ca’ Foscari di Venezia), Christof Dipper (Università di Darmstadt, Germania), Rolf Petri (Università Ca’ Foscari di Venezia), Patrizia Gabrielli (Università di Siena), Leonardo Rapone (Università della Tuscia); Elisa Signori (Università di Pavia), Bruna Bocchini (Università di Firenze); Francesco Malgari (Università “La Sapienza” di Roma); David Forgacs (University College di Londra), Nicola Labanca (Università di Siena); Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa); Salvatore Lupo (Università di Palermo); Giancarlo Bertuzzi (Università di Trieste); Dianella Gagliani (Università di Bologna); Paolo De Marco (Università di Napoli II); Rosario Mangiameli (Università di Catania.)

Il 2011 si è festosamente aperto con la presentazione alla Fondazione, in occasione del novantesimo compleanno del Presidente, con la presentazione del libro Gianfranco Maris, Una sola voce: scritti e discorsi contro l’oblio, a cura di Giovanna Massariello, Mimesis, Milano 2011.

A distanza di un anno Gianfranco Maris stesso pubblicava la sua storia di deportazione (Gianfranco Maris, Per ogni pidocchio cinque bastonate. I miei giorni a Mauthausen Milano, Mondadori, 2012), libro presentato in più sedi: alla libreria Feltrinelli e presso la Società Umanitaria con la partecipazione di Giovanna Massariello, Gianfranco Maris e Arturo Colombo; in collaborazione con la libreria Hoepli: Ruggero Meles, Leopoldo Gasparotto. Alpinista e partigiano (Milano, Hoepli, 2012), con interventi di Ruggero Meles, Pierluigi e Giuliano Gasparotto, Ivano Granata e Giovanna Massariello, il 3 maggio 2012; Ilse Weber, Quando finirà la sofferenza? Lettere e poesie da Theresienstadt (Torino, Lindau, 2013), con interventi dei curatori Manfredo Bertazzoni e Susanne Barta e di Massimo Castoldi.

Ricerche

Sono inoltre in corso due progetti, destinati al coinvolgimento delle scuole e della cittadinanza sul tema della memoria della Resistenza e della Deportazione nella provincia di Milano.

Il primo è un progetto didattico denominato La stanza della memoria: risorsa per costruire una coscienza e una conoscenza storica, realizzato in co-finanziamento con la Fondazione Cariplo e volto a sensibilizzare le scuole sulla microstoria locale, mediante la valorizzazione di profili umani legati all’istituto scolastico prescelto (l’intestazione della scuola, la presenza di un insegnante o di uno studente colpiti dalla discriminazione ideologica o “razziale”; l’esistenza di lapidi commemorative all’interno o nei pressi dell’istituto), secondo una progettualità già sperimentata in alcuni Paesi europei. La Fondazione fornirà per l’apprestamento di questo spazio di memoria materiale librario, copie di documenti d’archivio, seminari con docenti specializzati e riconoscimenti alle scuole, proporzionati all’adeguatezza dell’attività svolta.

Il secondo è la compilazione di una Guida ai Luoghi della memoria, Milano 1919-1948, realizzata con il patrocinio del Comune e la collaborazione di numerosi esperti della materia, con l’intento di restituire alle strade e alle piazze nelle quali si vive e si lavora, o magari soltanto si passeggia, la dimensione della profondità storica degli eventi che in esse hanno avuto luogo. Le fasi di compilazione della guida saranno scandite da una serie d’incontri seminariali pubblici sui temi affrontati. Il primo si è tenuto il 13 giugno 2013 con interventi di Roberto Cenati e Massimo Castoldi, sui temi delle fabbriche durante la Resistenza e sulle lastre di bronzo dedicate ai caduti per la libertà poste sotto la Loggia dei mercanti.

II Edizione del “Premio Ravelli”

Al fine di saldare il rapporto con l’Aned e di attribuire un riconoscimento a lavori svolti nelle sezioni dell’Associazione, la Fondazione ha bandito nel 2012 un concorso a premio annuale intitolato alla memoria di Aldo Ravelli ex deportato a Mauthausen.

Il concorso consisteva nell’assegnazione di un premio di € 1000 alla sezione che avesse realizzato durante l’anno di attività 2011/2012 un prodotto (pubblicazione, dvd, filmato) particolarmente meritevole ai fini della trasmissione storica e memoriale della vicenda concentrazionaria.

Il premio è stato assegnato alla sezione di La Spezia per il Dvd prodotto dal titolo Non sapevamo che cos’era il lager.

Rapporti con i Comitati Internazionali e con istituzioni estere

Dal 10 al 12 ottobre 2008 la Fondazione Memoria della Deportazione ha ospitato la riunione annuale del Comitato Internazionale di Mauthausen.

Notevole impegno è stato dedicato all’organizzazione alla riunione internazionale dal 12 – 15 maggio 2011 sull’Isola di San Servolo (Ve) del Comitato Internazionale di Ravensbrück cui hanno partecipato rappresentanti di sedici paesi europei e la Direttrice del Museo del campo delle donne.

Ricostruzione della storia dei Lager, con interesse focalizzato sui nominativi dei deportati e sulla loro storia (aggiornamento liste Mauthausen)

Su richiesta del Ministero degli Interni austriaco, la Fondazione (Ionne Biffi e Giovanna Massariello) ha lavorato nei mesi di ottobre e novembre 2012 alla predisposizione corretta della lista dei nomi degli italiani deceduti a Mauthausen e nei suoi numerosi sottocampi. La lista di oltre quattromila nomi è stata utilizzata sulle pareti di una nuova esposizione memoriale in Mauthausen (denominata “Stanza dei Nomi”).

Sulla base dell’attività svolta, la Fondazione ha richiesto e ha ottenuto contributi dal Ministero dei Beni Culturali (Mibac) e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Alcuni progetti sono stati realizzati grazie al sostegno economico della Fondazione Cariplo e della UE.

La Fondazione in questi anni ha potuto giovarsi dell’opera di professori comandati: Alessandra Chiappano, comandata presso l’Insmli e distaccata presso la Fondazione negli anni 2003-2007, Rita Innocenti per gli anni 2007-2012 e Massimo Castoldi dal 2012 e tuttora in servizio.

Ad essi si sono uniti l’impegno di professori volontari tra i quali ricordiamo Teresa Brucoli, l’opera dei Consiglieri d’Amministrazione, in particolare Ionne Biffi e Guido Lorenzetti e il coordinamento della Presidenza e della vice Presidenza.

Biografia

Giovanna Massariello (1947-2013), già professore ordinario di Linguistica Generale all’Università degli Studi di Verona, è stata tra i fondatori del Centro di Studi Internazionali sul Plurilinguismo presso l’Università di Udine. Attiva nell’ANED, era figlia di Maria Arata, antifascista, deportata politica di appartenenza socialista nel campo di Ravensbrück (matr. n.77314), che, sopravvissuta, morì nel 1975 lasciando la propria testimonianza nel volume Maria Massariello Arata, Il ponte dei corvi: diario di una deportata a Ravensbrück, Milano, Mursia, 1979. È stata Vice presidente della Fondazione Memoria della Deportazione.

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