Pages Menu
TwitterFacebook
Categories Menu

Posted in Numero 27 - Novembre 2011, Numero 27 - Rubriche, Numero 27 - Scaffale, Scaffale

Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco Bologna s’è desta! Itinerario risorgimentale nella città Bologna, Minerva Edizioni, 2011

Valeria Roncuzzi, Mauro Roversi Monaco Bologna s’è desta! Itinerario risorgimentale nella città Bologna, Minerva Edizioni, 2011

di Elena Musiani

copertina vol Bologna s'è desta132Il volume di Valeria Roncuzzi e Mauro Roversi Monaco ripercorre le tracce del Risorgimento nelle strade, nei palazzi e nei monumenti bolognesi, un percorso attraverso la memoria della storia della città in un arco temporale che si snoda lungo un lungo Ottocento che ha fortemente impregnato di sé la città felsinea.

Il volume si apre con un saggio di Gabriele Bonazzi, che presenta una sintesi dei principali avvenimenti che hanno svolto da “spunto” per la memorialistica e la narrazione topografica che segue.

Seguono poi tre sezioni distinte: una prima dedicata al Risorgimento bolognese narrato attraverso le epigrafi, una seconda che tratta della scultura monumentale d’ispirazione patriottica e infine una sezione curata da Roberto Martorelli volta a ripercorrere le tracce risorgimentali nella Certosa di Bologna.

Un lungo Ottocento, si accennava, quello scelto dagli autori per ripercorrere la storia di un Risorgimento a Bolognese, che prende le mosse dal fallimentare tentativo di Luigi Zamboni e Giovan Battista De Rolandis nel 1794, quando, sulla scia delle nuove idee provenienti dalla Francia che andavano diffondendosi, tentarono un’insurrezione volta a scacciare il potere temporale dalla città per restituire a Bologna le antiche libertà municipali. Se il tentativo dei due giovani studenti tuttavia mancava ancora di forti richiami all’unità nazionale, gli avvenimenti che seguono la narrazione del libro sono volti alla ricostruzione dell’epopea risorgimentale: i moti di Savigno del 1843; la battaglia della Montagnola dell’8 agosto; Ugo Bassi; la scacciata degli austriaci nel 1859; la visita dei reali nel 1860, senza dimenticare le memorie garibaldine.

Una storia che è stata ricostruita a posteriori, in quella seconda metà del XIX secolo, quando si fece forte nell’amministrazione comunale il desiderio di fornire una memoria del Risorgimento attraverso la toponomastica e la monumentalistica cittadina: vennero cambiati i nomi delle strade principali in onore dei principali protagonisti della storia nazionale e locale; si fecero raccolte di fondi per costruire statue in onore di Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele.

 

 

Inaugurazione del monumento di Vittorio Emanuele II, Fondazione Carisbo

Inaugurazione del monumento di Vittorio Emanuele II, Fondazione Carisbo

Il volume propone, per ogni singolo avvenimento cui è stata dedicata una lapide o un monumento, una breve sinopsi storica, corredata da immagini della lapide e trascrizione della relativa epigrafe, foto del monumento, insieme ad altre immagini e documenti, brevi biografie o stralci di lettere e cronache dell’epoca che permettono al lettore di avere uno sguardo completo sull’avvenimento.

Il libro si chiude con il percorso attraverso i monumenti funebri della Certosa di Bologna, luogo amato da tutti i viaggiatori stranieri che nel corso dell’Ottocento attraversavano Bologna e che da alcuni anni è tornato ad essere riscoperto dai bolognesi.

Il risultato è un volume ricco di spunti e che oltre ad essere di facile e piacevole lettura permette di essere usato come vera e propria guida della città, grazie anche alle due mappe che aprono e chiudono testo e che danno spunti per un viaggio attraverso una Bologna troppo spesso distrattamente dimenticata.

Iscriviti alla Newsletter di Storia e Futuro

Sarai sempre informato sulle uscite della nostra rivista e sulle nostre iniziative.

La tua iscrizione è andata a buon fine. Grazie!

Share This