Brindare alla vittoria e bere per una corretta ospitalità. Vino e consumo di alcolici tra le comunità italoamericane nella prima metà del XX secolo

Toasting Victory and Drinking for Proper Hospitality: Wine and Alcohol Consumption Among Italian American Communities in the First Half of the Twentieth Century

Il saggio analizza la produzione, la circolazione e il consumo di vino e alcolici tra le comunità italoamericane nella prima metà del Novecento, evidenziandone le implicazioni economiche, politiche e di costruzione di identità etniche. Attraverso lo studio delle reti commerciali transnazionali, delle strategie pubblicitarie e delle campagne promosse durante il fascismo, l’articolo mostra come il consumo alimentare divenne uno strumento di costruzione dell’italianità nel contesto della diaspora. Il vino si collocò tra dimensione privata e pubblica, tra quotidianità e celebrazione patriottica, assumendo significati simbolici mutevoli. Il proibizionismo e le mobilitazioni politiche degli anni Venti e Trenta ridefinirono ulteriormente pratiche e mercati. Nel secondo dopoguerra, infine, il riposizionamento dell’Italia nel contesto della Guerra fredda fece del consumo di vino e liquori simboli di qualità e distinzione alla base della nuova narrazione legata al Made in Italy.

This article is focused on the production, circulation, and consumption of wine and alcoholic beverages among Italian American communities in the first half of the twentieth century, highlighting their economic, political, and ethnic identities implications. Through an analysis of transnational commercial networks, advertising strategies, and Fascist propaganda campaigns, it argues that food consumption became a key tool in shaping Italianness in diaspora. Wine operated at the intersection of private and public life, everyday practice and patriotic celebration, acquiring different symbolic meanings. Prohibition and the political mobilizations of the 1920s and 1930s further reshaped markets and practices. In the postwar period, the rise of the Made in Italy narrative as a nation branding process shifted wine and spirits as markers of quality and distinction within the Cold War framework.